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Paola Prinzivalli
Fano, Italie - italiana

Récits
Le gemelline

Erano distese vicine sul letto nella grande soffitta, e si scervellavano cercando il modo migliore per vendicarsi della zia. Quell'arpia le aveva messe in punizione un'altra volta solo perché avevano dato al loro antipatico cuginetto la lezione che si meritava: incollarlo alla sedia era il minimo, visto come le trattava. Ma lui in fondo non faceva altro che imitare sua madre: era lei che le considerava le sue servette ed era sempre nervosa perché non riusciva mai a distinguerle. Non era mica colpa loro se mamma e papà se n'erano volati in cielo e loro erano dovute andare a vivere con gli zii.
Sentirono dei rumori al piano di sotto. Si alzarono e scesero silenziose le scale. Lo zio era intento a prepararsi per andare a pesca, come ogni domenica mattina. Mentre lui era in cucina, curiosarono tra le sue cose e videro una scatola di plastica con il coperchio blu: all'interno un centinaio di bigattini si contorcevano l'uno sull'altro. Non ci fu bisogno di parlare, bastò un semplice sguardo. Chiara andò in cucina a intrattenere lo zio, mentre Sara trasferì parte dei vermetti bianchi in un'altra scatola.
Nella tarda mattinata, la zia le trovò in cucina intente a trafficare con il forno.
- Cosa state combinando?
- Niente, zia. Stiamo facendo il dolce per il pranzo.
Risposero all'unisono, come al solito, cosa che innervosiva ancora di più la donna, che le guardò torva senza aggiungere altro.
Alla fine del pranzo erano tutti seduti a tavola. Le gemelline si alzarono e presero i dolci che avevano preparato.
- Ma come, voi non mangiate?
- Abbiamo la nausea perché li abbiamo preparati per tutta la mattina.
Risposero, sempre all'unisono.
Mentre la famiglia si accingeva ad assaggiare i mini soufflé che le bimbe avevano preparato, queste silenziosamente si avviarono verso la scala e in meno di mezzo minuto si erano chiuse nella soffitta.
Sentirono prima un urlo e poi un tonfo. Poi passi pesanti che salivano le scale. E urla concitate, e insulti.
Presero la valigia, gettarono una corda dalla finestra e si calarono nel giardino.
In quella casa non le videro mai più.

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